Tra gli ulivi millenari, l’arte, la storia e il gusto.

La Sabina è uno dei posti più belli d’Italia. Il fascino dei suoi borghi medievali, le caratteristiche colline e uliveti, nonché l’alta qualità dei prodotti tipici – primo fra tutti l’olio Sabina DOP – ne fanno una meta da scoprire, da esplorare con calma e per assaporare tutte le sfumature.

Vicina a Roma, che può essere raggiunta con un comodo treno regionale che parte ogni 15 minuti.

Le attrazioni turistiche della Sabina

Farfa e la sua Abbazia

Situata nel cuore della Sabina, a soli 40 km da Roma, la magnifica sede della comunità benedettina di Farfa è una vera oasi di pace e spiritualità. L’Abbazia di Farfa, dichiarata Monumento Nazionale nel 1928, sorge sulle pendici del Monte Acuziano nel mistico silenzio di verdi boschi e oliveti.

Il fascino del paesaggio sabino fa da sfondo a un vero e proprio gioiello storico, artistico e architettonico, in cui gli alti e bassi di più di quindici secoli di storia sono evidenti, conferendo al monastero e al piccolo paese vicino alle sue mura il fascino di allora.

Nell’abbazia sono previste numerose visite guidate che conducono il visitatore nei luoghi più importanti del complesso: la splendida Basilica di Santa Maria, l’antico campanile, la Biblioteca di Stato annessa al monumento ricco di manoscritti antichi e chiostro degli incunaboli e il Museo Archeologico, in cui vengono ricostruite le fasi più importanti della vita dell’abbazia.

Monteleone Sabino e il Santuario di Santa Vittoria

Fu costruito nell’alto medioevo sulle rovine della città sabina-romana di Trebula Mutuesca. La città ha un aspetto medievale, con i resti delle torri e le mura delle mura del castello. Sulla piazza principale dominano alcuni grandi leoni marmorei affiancati alle tombe della necropoli di Trebulan.

Non lontano dalla città (circa 1,7 km), all’estremità di un prato sorvegliato da cipressi e circondato da resti scultorei romani, sorge l’affascinante e interessante chiesa romanica dedicata a Santa Vittoria, vergine che fu martirizzata dall’Imperatore Decio.

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